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Mi chiamo Maria e sono una gran mangiona. Mi piace tutto ad eccezione del cibo cucinato male. Mi piace cucinare sempre nuove pietanze e quando non ho piatti e padelle da lavare, mi sento triste. La mia cucina è ricchissima di caccavelle di tutti i tipi; il solo vederle in un negozio mi fa soffrire: le voglio a casa mia!!! Prediligo i dolci e tutti gli impasti lievitati ma non disdegno il resto. La mia vita ruota intorno a due pilastri: la culinaria e la scuola infatti, se mi cercate, mi trovate o in cucina o in un'aula scolastica. Ho aperto questo blog per conservare le ricette provate e poi perchè non voglio essere obsoleta e desidero dimenticare il buon vecchio quaderno di ricette scritte a mano.

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venerdì 28 settembre 2012

Il polpo al pesto verde di mandorle ed il primo “ RALLO’S BLOG-FRIENDS DAY “

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Quando ho deciso di partecipare al primo blog-friends day delle cantine Rallo di Marsala,ho pensato subito a questa ricetta di polpo che è stata il mio “ cavallo di battaglia” di tante cene dove il comune denominatore delle pietanze doveva essere la facilità,per gli invitati alla cena,di servirsi da soli e mangiare senza l’ausilio del coltello (per cene all’impiedi).

Pur non essendo una intenditrice di vini,appena aperta una bottiglia di vino Bianco Maggiore,il grillo fatto a Marsala dalle cantine Rallo,ho capito,degustandolo,che ben si abbinava al piatto che avevo in mente di fare.

Il suo sapore è ben equilibrato e pieno,il suo odore è di pompelmo,con piacevoli note di ananas,agrumi e frutti tropicali; va bevuto alla temperatura di 10°-12° C .

 

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Ricetta postata da Maria Bianco su panzaepresenza.blogspot.it

Ingredienti:

due polpi da 350 g ciascuno

30 foglie di basilico fresco

30 g di mandorle bianche

80 ml di olio extravergine d’oliva

due spicchi d’aglio rosso di Nubia

sale q.b.

Inoltre per accompagnamento:

vino Bianco Maggiore grillo I.G. P. Sicilia delle cantine Rallo di Marsala

 

Iniziare con il pulire e lavare bene i due polpi.

Mettere una pentola con dell’acqua sul fuoco e,appena bolle,versare i polpi tenendoli dalla testa e facendoli entrare ed uscire dall’acqua bollente per ben tre volte.

Mettere il coperchio e cuocere 20 minuti.

Trascorso il tempo,spegnere il fuoco,versare in pentola un pugnetto di sale (meglio non abbondare perchè a mettere ci siamo ma a togliere no…)e rimettere il coperchio al tegame per fare riposare altri 10 minuti il polpo a fuoco spento. I minuti di cottura e di riposo dipendono,naturalmente,dalla grossezza dei polpi. Non dobbiamo avere dei polpi duri e gommosi nè dei polpi spellati e stracotti ( qui ci vuole la maestria della brava cuoca!!!).

Fatto ciò togliere subito i polpi dal tegame e metterli su un largo piatto per freddarli.

Intanto è il momento di fare il profumato pesto verde di mandorle.

In un mixer inserire aglio,basilico,mandorle ed un pizzico di sale e frullare il tutto unendo,pian piano,l’olio.

Si raccomanda di non abbondare con le mandorle perchè deve predominare il sapore del basilico ed anche perchè non garantisco più la riuscita del piatto. Ho sempre fatto questa buona ricetta “ ad occhio” ma questa volta ho voluto pesare tutto e contare perfino le foglie di basilico ( precisina vero? ).

Sono dell’idea che se vogliamo condividere le nostre ricette dobbiamo farlo al meglio.

Una volta pronto il pesto,tagliare i polpi a pezzetti ed “avvolgerli “ nel pesto.Coprire il piatto con carta stagnola e metterlo in frigorifero.

Questo polpo va servito freddo ma non freddissimo di frigo per cui consiglio di uscire dal frigorifero il piatto da portata almeno dieci minuti prima di servire in tavola.

Servirsi, gustandolo con vino  Bianco Maggiore.

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martedì 25 settembre 2012

Le sarde allinguate

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In Sicilia vi è una dura lotta tra le sarde allinguate e quelle a beccafico; si contendono le tavole senza mai vincere definitivamente l’una o l’altra.

Volete la mia opinione? Sono buonissime entrambe,non saprei scegliere!!!!

La ricetta è di estrema semplicità.6

Ingredienti:

sarde pulite ed aperte a libro

aceto di Issopo Terra In Cielo

sale q.b.

olio extravergine d’oliva

semola rimacinata di grano duro Molini Del Ponte

 

Salare le sarde e metterle in una ciotola. Coprirle con tanto aceto e farle insaporire per almeno un’ora.

Sgocciolarle bene e passarle nella semola rimacinata di grano duro.

Friggerle,in padella,con olio.

Calde sono buonissime,fredde ancor più.

 

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canovaccio da cucina,piattino e ciotola GreenGate

 

 

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domenica 23 settembre 2012

I pancakes ai tre gusti

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Oggi colazione all’americana.

 

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Ingredienti:

500 ml di latte

due uova

270 g di farina 00

un pizzico di sale

un cucchiaino raso di bicarbonato

Inoltre:

poco burro per ungere il padellino

confettura di gelse nere Casa Barone

sciroppo d’acero Maple Joe  Luna Di Miele

top kroccant al gusto di cioccolato Fabbri

 

In una ciotola sbattere le uova ed unire,alternandoli,gli altri ingredienti.

Riposare il composto 30 minuti e poi cominciare a preparare i pancakes.

Ungere appena di burro un padellino e versare un mestolo del composto.

Cuocere la frittatina da entrambe le parti e continuare la preparazione dei dolci.

Servire alcuni pancakes con sciroppo d’acero,altri con confettura di gelse nere ed altri ancora con kroccant al cioccolato.

Buona colazione a me!!!!!

 

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giovedì 20 settembre 2012

Gli anellini alla pecorara con pesto di rucola e noci

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Amo la pasta ed i suoi  condimenti ,adoro quelli veloci e buoni…….eccone uno…..

 

Ingredienti:

500 g pasta fresca formato anellini alla pecorara Mugnaia Di Elice

100 g di rucola

50 g di noci (pesate già sgusciate)

3 cucchiai di parmigiano reggiano

2 spicchi d’aglio

150 ml di olio extravergine d’oliva

sale e pepe q.b.

 

Mentre cuoce la pasta,mettere tutti gli ingredienti (tranne l’olio) in un mixer e frullare. Aggiungere a filo l’olio e frullare ancora.

La cremina verde intenso è pronta per condire gli anellini.

Decorare il piatto con due foglie di rucola e cospargere con altro parmigiano.

 

 

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ciotola e piatto La Fabbrica Della Ceramica di Susanna De Simone

 

 

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mercoledì 19 settembre 2012

Il couscous alla marocchina con sette verdure

 

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Piatto tipico delle popolazioni del Magreb, è accompagnato da abbondante salsa fatta con vari ingredienti.

Arnaboldi propone una salsa con sette verdure miste. Si può gustare così o con l’aggiunta di salsiccia fritta in padella,o del pollo a striscioline scottato o delle costolettine di agnello grigliate.

Personalmente l’ho gustato senza alcuna aggiunta ad eccezione di un  trito di menta appena raccolta e di una spolveratina di peperoncino.

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Ingredienti:

cous cous di semola di grano duro

ortaggi e verdure disidratati e liofilizzati ( carote,pomodoro,peperoni rossi,zucchine,melanzane,cavolo verza,piselli)

 

Apriamo prima la busta numero 1 oppure la busta numero 2  ? Che dilemma!!!!

Ah ah ah ah……cominciamo con la busta numero due,quella delle verdure…..

Verdure: in una piccola casseruola aggiungere il contenuto della busta (la numero 2) a 350 ml di acqua e due cucchiai di olio extravergine d’oliva.Portare ad ebollizione,coprire e cuocere per dieci minuti mescolando di tanto in tanto.

Proseguiamo con la busta numero uno,quella del cous cous….

Cous cous:in una piccola casseruola portare ad ebollizione 150 ml di acqua con un pizzico di sale ed un cucchiaio di olio extravergine d’oliva.

Togliere la casseruola dal fuoco ed aggiungere il cous cous,mescolando delicatamente.Coprire e lasciare riposare per due minuti.

Aggiungere un cucchiaio di olio extravergine d’oliva e riprendere la cottura per altri tre minuti,mescolando continuamente per sgranare bene il cous cous.

 

A cottura ultimata di entrambi i prodotti,versare il cous cous in un piatto da portata e coprirlo con le verdure.

Servire con sopra un trito di menta fresca e peperoncino a piacere.

 

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lunedì 17 settembre 2012

I peperoni ripieni con sopra la conza

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Per “ conza” in Sicilia si intende il condimento.

Questi peperoni ripieni sono particolari non tanto per il tipo di ripieno che è molto usuale in Sicilia quanto per la “ conza” che viene “ gettata” sopra prima di infornare il tutto.

Sono buoni? A voi il giudizio dopo averli provati!!!!

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Ingredienti:

4 grossi peperoni rossi

500 g di carne di manzo tritata (in siciliano capuliatu)

100 g di mollica fresca di pane ( quella bianca e morbida)

3 uova sode

sale q.b.

3 cucchiaini di ‘nduia calabrese Tipici Mediterranei

una mozzarella

una dadolata ( quantità a piacere) di formaggio primo sale

40 g di parmigiano grattugiato

un pugnetto tra pinoli e uvetta di Corinto

qualche fettina di salame tagliata spessa

 

Per la conza:

5 pomodori rossi grossi e carnosi

60 ml di vino bianco secco

un cucchiaio e mezzo di zucchero

un pizzico di sale

 

In una padella rosolare in olio la carne tritata con un po’ di sale e poi fare freddare.

Travasare la carne in una ciotola ed aggiungere il resto degli ingredienti.

Tagliare a metà ogni peperone e togliere i filamenti bianchi e tutti i semi.

Riempire i peperoni e preparare la conza: spellare ( ho un attrezzo magnifico che mi permette di spellare facilmente i pomodori senza doverli prima immergere in acqua bollente)i pomodori,tagliarli a metà e svuotarli lasciando,quindi,solo la polpa esterna. Farli a pezzettini e condirli con il vino,lo zucchero ed il sale.

Mescolare bene il tutto e “ gettarlo” sui peperoni ripieni che sono stati precedentemente messi in teglia con sotto un filo d’olio.

Infornare a 200° fino a cottura.

Ottimi caldi ma anche tiepidi.

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Questa è la conza………pomodoro fresco,vino e zucchero……

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venerdì 14 settembre 2012

Il cocktail le due isole

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Ogni fine estate la mia produzione “ esagerata” di fichi d’india mi induce ad inventarmi sempre qualcosa.

Malgrado mi affanni a preparare fichi d’india “ in tutte le salse” alcune centinaia di questo dolcissimo frutto vanno perse.

A guardare i fichi d’india riversi a terra mi sanguina il cuore ma mica posso rischiare una occlusione intestinale…..

Ho chiamato questo cocktail  “ le due isole” perchè composto da due soli ingredienti: i fichi d’india di Sicilia ed il mirto di Sardegna Stella Maris.

Sapete che è veramente buono? Vi invito a provarlo.

 

Ingredienti:

fichi d’india

liquore mirto di Sardegna Stella Maris (tenuto in frigorifero)

Inoltre:

alcuni cubetti di ghiaccio

un passapomodoro

un colino

 

Pulire alcuni fichi d’india e passarli con il passapomodoro.

In un dosatore,usando un colino,versare il passato di fichi d’india.Aggiungere il mirto di Sardegna nelle seguenti proporzioni:due parti di fichi d’india ed una parte di mirto.

Servire il cocktail con cubetti di ghiaccio.

 

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mercoledì 12 settembre 2012

I sedani alla puttanesca con il tonno e due nuove collaborazioni

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Come è vero che certi piatti ricordano il passato!!!!

La pasta alla puttanesca era uno dei miei piatti preferiti quando studiavo a Palermo.

Semplice,veloce e saporita.

Continuai a farla anche da sposata ma poi l’abbandonai per provare piatti nuovi,per altri esperimenti culinari.

Ogni tanto,però,la ripropongo e continua sempre a piacermi.

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Da Wikipedia

Sul singolare nome esistono varie possibili interpretazioni. Arthur Schwartz riporta quanto segue circa questo piatto:

« ... Per quanto riguarda la sua origine etimologica, (il termine puttanesca) è stato oggetto degli sforzi di immaginazione di molti studiosi, che hanno tentato in ogni modo di trovare la soluzione all’enigma. Alcuni dicono che il nome di questa ricetta derivò, all’inizio del secolo, dal proprietario di una casa di appuntamenti nei Quartieri Spagnoli, che era solito rifocillare i propri ospiti con questo piatto, sfruttandone la rapidità e facilità di preparazione. Altri fanno riferimento agli indumenti intimi delle ragazze della casa che, per attirare e allettare l’occhio del cliente, indossavano probabilmente biancheria di ogni tipo, di colori vistosi e ricca di promettenti trasparenze. I tanti colori di questo abbigliamento si ritroverebbero nell’omonima salsa: il verde del prezzemolo, il rosso dei pomodori, il viola scuro delle olive, il grigio-verde dei capperi, la tinta granato dei peperoncini. Altri sostengono che l’origine del nome sia da attribuire alla fantasia di una ragazza di vita Yvette la Francese , che si ispirò alle proprie origini provenzali. Yvette, probabilmente, non era dotata solo di fantasia, ma anche di senso dell’umorismo e di un’ironia alquanto caustica, che forse sfruttò per celebrare, attraverso il nome di questo piatto, la professione più antica del mondo. ... »

 

Annarita Cuomo riporta una versione ancora diversa:

« ...Fu infatti l'architetto Sandro Petti, ai fornelli del suo Rancio Fellone, una sera di normale routine culinaria, di un'estate qualunque dell'inizio degli anni '50, a inventare il "Sugo alla Puttanesca", utilizzando quei prodotti freschi dei nostri orti, che tutti hanno normalmente in dispensa. È lo stesso architetto Sandro Petti a raccontarcelo: "Quella sera di tanti anni fa, era molto tardi, ai tavoli del locale sedettero un gruppo di amici veramente affamati... io avevo finito tutto, e li avvisai: "Mi dispiace non ho più nulla in cucina, non posso preparavi niente". Ma loro insistettero e mi esortarono dicendo: "Ma dai Sandro, è tardi ed abbiamo fame, dove vuoi che andiamo... facci una puttanata qualsiasi". La "puttanata qualsiasi" che l'eclettico Sandro Petti (che in cucina è un autentico mago) portò in tavola di lì a poco, era proprio un fumante piatto di "Spaghetti alla Puttanesca" (solo che ancora non erano stati battezzati tali)... una pietanza che, da quella famosa sera, divenne un must della tradizione culinaria dei ristoranti non solo ischitani, ma addirittura di tutto il mondo.... »

 

Ingredienti:

320 g di sedani rigati Valdigrano

450 g di pomodori freschi rossi e carnosi

80 g di olive nere greche Ficacci

olio extravergine d’oliva q.b.

due spicchi di aglio rosso di Nubia

un pezzettino di cipolla

due scatolette da 80 g l’una di tonno  Mareblu

tre filetti di acciughe sott’olio

un pugnetto di capperi di Pantelleria Bonomo e Giglio

un trito di prezzemolo

sale q.b.

peperoncino verde di Siloe Terra In Cielo

 

In una capiente padella rosolare,in olio,l’aglio e la cipollina tritati.

Aggiungere le acciughe fatte sciogliere tenendo la padella lontana dal fuoco e schiacciandole con una forchetta. Subito dopo unire il pomodoro precedentemente lavato,spellato e fatto a pezzettini,un pizzico di sale,il peperoncino,i capperi e le olive nere tagliate a pezzi.

Cuocere dolcemente ed in ultimo unire il tonno ed un fine trito di prezzemolo.

Cuocere la pasta e mantecarla in padella con il gustoso sughetto.

P.S. : una variante può essere l’aggiunta di pangrattato che va dorato in un padellino con un filo d’olio e poi spolverato sulla pasta.

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