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Mi chiamo Maria e sono una gran mangiona. Mi piace tutto ad eccezione del cibo cucinato male. Mi piace cucinare sempre nuove pietanze e quando non ho piatti e padelle da lavare, mi sento triste. La mia cucina è ricchissima di caccavelle di tutti i tipi; il solo vederle in un negozio mi fa soffrire: le voglio a casa mia!!! Prediligo i dolci e tutti gli impasti lievitati ma non disdegno il resto. La mia vita ruota intorno a due pilastri: la culinaria e la scuola infatti, se mi cercate, mi trovate o in cucina o in un'aula scolastica. Ho aperto questo blog per conservare le ricette provate e poi perchè non voglio essere obsoleta e desidero dimenticare il buon vecchio quaderno di ricette scritte a mano.

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domenica 17 febbraio 2013

Il macco di fave con salsiccia e jolanda spezzata

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U maccu di favi è una pietanza molto conosciuta in Sicilia. Due sono gli ingredienti principali: le fave secche ed il finocchietto selvatico.

Senza uno dei due ingredienti il maccu non si può fare.

Molti aggiungono,in cottura,anche una verdura (di solito la gira,cioè la bietola) ma io preferisco non metterla ed aggiungere invece la pasta di salsiccia.

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Da Wikipedia:

Il macco di fave, in siciliano Màccu di favi, è un piatto tipico Siciliano inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Mipaaf).[1] Trae origine nella provincia di Agrigento, in particolare nel comune di Raffadali e la sua preparazione è diffusa in tutta la Sicilia occidentale ed anche in quella orientale.

Si tratta di una crema di fave realizzata con una cottura prolungata di fave secche alle quali viene aggiunta una verdura, solitamente delle bietole, e servita con il solo condimento di olio extravergine di oliva. Viene consumata come minestra o piatto unico.

È un piatto povero della cultura contadina e nello stesso tempo molto nutriente. Risale all'antichità in quanto sembra fosse conosciuto al tempo degli antichi romani[2][3].

A pasta co' maccu è la pietanza tipica della festa di San Giuseppe che si svolge ogni anno il 19 marzo a Ramacca, in provincia di Catania, e molto caratteristica è la degustazione del pasto nella piazza principale del paese.


Ricetta postata da Maria Bianco in panzaepresenza.blogspot.it

Ingredienti:

400 g di fave secche sgusciate

una cipollina tritata

una carota a dadini

una costola di sedano

due pomodori

un pugnetto di finocchietto selvatico

olio extravergine d’oliva

sale q.b.

peperoncino in polvere

350 g di pasta formato jolanda (rotta a pezzi)

pasta di salsiccia ( salsiccia spellata)

Inoltre:

parmigiano grattugiato ( facoltativo)

un tegame di terracotta

 

Tenere le fave secche a mollo in acqua tiepida per una notte dopo averle precedentemente lavate.

In un tegame di terracotta mettere le fave sgocciolate,la cipolla tritata,la carota a dadini,il sedano,i pomodori tagliati a cubetti,il pugnetto di finocchietto selvatico tritato e acqua fino a coprire.

Fare cuocere fino a cottura.

A questo punto frullare con il minipimer il tutto;  io frullo pochissimo perchè mi piace sentire,nella purea di fave,qualche pezzetto di fava rimasto intero.

Aggiungere poca salsiccia spellata precedentemente soffritta in un padellino con un filo di olio.

In ultimo aggiungere sale,peperoncino ed un bel giro di olio extravergine di oliva.

Cuocere  la jolanda spezzata all’interno del maccu aggiungendo altra acqua calda se necessario.Deve risultare una minestra densa ( ma non così densa come quella delle foto).

Spolverare con il parmigiano, se gradito.

Nota: la minestra di maccu che vedete in foto è particolarmente densa: ciò è dovuto al tempo intercorso tra la fine della preparazione ed il momento in cui ho fotografato il piatto.

Questa volta ho prima mangiato il mio bel piatto di minestra e poi,con comodo,ho fotografato il piatto preparato per la fotografia.

Risultato? Si è addensata troppo…..

Ogni tanto mi spetta mangiare caldo….o no?

No!!!!

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giovedì 14 febbraio 2013

I ruvidelli con il pesto trapanese al forno

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Avete mai provato a comprare ( o fare) il pesto trapanese e poi dopo averci condito la pasta mettere il tutto al forno con l’aggiunta di qualche altro ingrediente?

Garantisco per la bontà di questo piatto!!!

Il fatto che la pasta con il pesto alla trapanese sia buona di per sè (magari con l’aggiunta di una dadolata di melanzane fritte o di patatine croccanti)non vuol dire che non bisogna provare qualche sua variante.

Ogni giorno cuciniamo per i nostri cari ( anche per noi naturalmente!!!!) ed ogni giorno mettiamo in tavola la pasta.

In casa mia può succedere di non mangiare la pasta solo due o tre volte al mese perchè magari,in quei giorni,c’è un secondo particolarmente buono ed abbondante che non ci può permettere di gustarlo come si deve se abbiamo mangiato prima un fumante piatto di pasta.

Tanti anni fa,durante la ricreazione scolastica,sentii un’allieva parlare di pasta con il pesto trapanese al forno. Eravamo nel corridoio della scuola,avevo tante cose da fare per cui mi limitai ad ascoltare senza indugiare oltre.

Poi dimenticai la conversazione ascoltata.

Ma una appassionata di cucina può dimenticare una “ curiosa” ricetta seppur sentita in un momento poco favorevole all’ascolto? No di certo.

Ed ecco oggi i miei ruvidelli con pesto trapanese al forno.

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Ingredienti:

500 g di pasta formato ruvidelli

un barattolo ( 280 g ) di pesto alla trapanese Agripantel (pomodoro,basilico,aglio,mandorle,olio,sale e peperoncino)

pangrattato q.b.

pecorino grattugiato q.b.

40 g di mandorle tostate

olio extravergine d’oliva

 

 

Ungere di olio una teglia da forno e cospargerla di pangrattato.

Cuocere,ben al dente, in acqua bollente salata i ruvidelli.

Condire i ruvidelli con il pesto alla trapanese e metterli in teglia.

Cospargere sopra una manciata di pecorino grattugiato,mettere le mandole tostate tritate grossolanamente e coprire con un leggero strato di pangrattato.

Un filo di olio sopra ed infornare a 200° fino a cottura.

 

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lunedì 11 febbraio 2013

Le focaccine di patate al tonno

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Neanche il lievito scaduto da un mese mi ha potuto fermare!!!

Queste focaccine le ho viste nel blog di Arabafelice e subito (nel vero senso della parola) mi sono alzata dalla sedia per farle.

Ci sono ricette che non puoi aspettare per farle….devono essere subito provate.

Il titolo della ricetta di Stefania è il seguente:

Focaccine di patate al salmone,in dieci minuti!

Potato cakes with smoked salmon    da Nigella Express

 

A Stefania:

A volte vorrei non leggere qualche tuo post ( per evitare di fare la fatica di alzarmi subito dalla sedia) ma un po’ mossa dalla curiosità di leggere ( divertendomi)i tuoi esilaranti racconti tra le dune,un po’ incuriosita da ricette senza burro,senza farina,senza uova,senza latte…..senza niente (????), oppure da ricette che si fanno in 5 minuti,in 7 minuti,in 2 minuti…. cado sempre nella trappola…….

SEI LA MIA ROVINA ……ahahahahahahah……

Grazie per questa ricetta facile,carina ed oltretutto molto buona.

Le uniche varianti, rispetto alla ricetta di Stefania, riguardano il condimento delle focaccine ( non avevo nè salmone nè panna acida),la eliminazione dei cipollotti nelle focaccine ed un aumento di succo di limone.

 

 

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strofinaccio da cucina GreenGate

 

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Ricetta postata da Maria Bianco in panzaepresenza.blogspot.it
Ingredienti:

60 g di fiocchi di patate ( quelli per il purè istantaneo)

30 di farina 00

125 ml di latte

3 uova

2 cucchiai di olio extravergine di oliva

un pizzico di sale

mezzo cucchiaino di lievito per torte salate

due cucchiai di succo di limone ( Stefania ne ha messo mezzo cucchiaino)

2 cipollotti tagliati finissimi ( che non ho messo)

Inoltre:

due scatolette di tonno Mareblu

maionese q.b.

pochissimo olio per ungere appena la padella

 

Sbattere le tre uova con il latte; aggiungere l’olio,il pizzico di sale e,subito dopo,i fiocchi di patate,la farina,il lievito per torte salate ed il succo di limone.

Una mescolata al tutto e siamo pronti per la cottura.

Mettere sul fuoco una padella appena unta di olio e,quando è calda,versare cucchiaiate di composto. Personalmente ho fatto delle quenelle aiutandomi con due cucchiai da cucina. Appiattire le quenelle con il dorso di un cucchiaio bagnato e cuocerle fino a doratura di entrambi i lati.

Servirle in tavola con sopra della maionese e del tonno.

Morbidissime,quindi buonissime.

 

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venerdì 8 febbraio 2013

Il cocktail al latte condensato

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Tutti,di questi tempi, preparano,fotografano,mangiano frittelle e frittelline….certo siamo nel periodo carnascialesco….ed io invece che faccio? Non friggo,non metto in forno,cucino poco, però mi bevo un cocktail ghiacciato che “ stride” con il freddo invernale.

Dopo una tosse seccante che mi ha portato a nutrirmi di cibi caldissimi,dopo tè bollentissimi con il miele avevo proprio bisogno di qualcosa di fresco!!!!!!!

Non me lo sono inventato ma ho letto la ricetta in uno dei tantissimi ricettari bimby.

Buono? E’ buonissimo,vi consiglio di farlo.

 

Ingredienti:

80 g di latte condensato

90 g di rum

due arance

due cucchiai di miele di acacia Luna Di Miele

50 g di zucchero semolato

6 cubetti di ghiaccio

Inoltre:

apparecchio bimby

 

 

Sbucciare le arance, togliendo anche tutta la pellicina bianca, e metterle nel boccale bimby tagliate in quattro parti.

Aggiungere il resto degli ingredienti e fare andare per 40 secondi a velocità turbo.

Servire il cocktail.

 

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lunedì 4 febbraio 2013

La morbidissima ciambella bicolore all’acqua calda

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Mamma…è esageratamente morbida!!!!

Questo è quanto mi hanno detto i miei due buongustai figliuoli…ed io confermo!!!

 

Vi ringrazio per i commenti ai miei ultimi post ma per ora  “ sto dando i numeri” ( scrutini scolastici con registro elettronico) ed appena tutto sarà terminato tornerò tra voi a deliziarmi con i vostri manicaretti.

Per ora guardo e non commento……….ho troppo lavoro.

 

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Ingredienti:

250 g di farina 00

130 ml di acqua bollente

tre uova

130 ml di olio extravergine d’oliva

30 ml di rum

250 g di zucchero 

una bustina di lievito per dolci

due cucchiai di cacao amaro

Inoltre:

uno stampo alto a ciambella

burro e farina per lo stampo

uno sbattitore elettrico

zucchero al velo

 

In una ciotola mettere le uova ed iniziare a sbattere unendo lo zucchero a più riprese; quando il composto è ben montato aggiungere,sempre sbattendo, l’olio,l’acqua bollente,il rum ed in ultimo la farina ed il lievito.

Separare il composto in due parti unendo ad una il cacao amaro.

Imburrare ed infarinare lo stampo con il buco e versare i due composti alternandoli a piacere.

Infornare a 170° per 40 minuti circa.

Servire questa morbidissima ciambella con sopra zucchero al velo.

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giovedì 31 gennaio 2013

Le orate al forno con capperi e scorzette di limoni confit

 

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Nel mio blog c’è tanta pasta…..ora un po’ di pesce!!

 

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Ingredienti:

4 orate

un pugnetto di capperi di Pantelleria Bonomo e Giglio

prezzemolo tritato

olio extravergine d’oliva

15 pomodorini

2 spicchi di aglio rosso di Nubia a fette

scorzette di limoni confit ( le ho fatte con la ricetta di Rossella,Salsapariglia)

sale e peperoncino q.b.

vino bianco secco

 

Ungere di  olio una teglia da forno e depositarvi le quattro orate precedentemente pulite, lavate e salate.

Aggiungere in teglia i pomodorini tagliati a metà,i capperi,il prezzemolo tritato,le scorzette di limoni confit,gli spicchi d’aglio,un pizzico di peperoncino ed un filo di olio sopra.

Infornare a 200°. Dopo circa dieci minuti bagnare il pesce con un bicchierino di vino bianco secco e terminare la cottura.

 

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giovedì 24 gennaio 2013

il gulasch a modo mio

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Lo cucinai tanti anni fa e non mi piacque……non lo seppi fare!!!

Lo mangiai (quasi ogni sera) a Praga e mi piacque tantissimo!!!

Sono stata a Praga per ben due volte per accompagnare i miei ragazzi in viaggio d’istruzione.

In entrambe le volte, nei buffet liberi adibiti per centinaia di ragazzi affamati ( e per docenti altrettanto affamati!), l’unico piatto cucinato meravigliosamente bene era sempre il gulasch.

Appena arrivavo in sala andavo alla ricerca di questo profumatissimo piatto e ne mangiavo almeno due scodelle piene (ne avrei mangiato ancora).

Da allora mi è rimasto in mente il sapore di quel buon gulasch.Notai anche che era una zuppetta semiliquida e non come la “ specie” di spezzatino asciutto che avevo fatto io anni addietro.

Certo che il cumino conferisce un sapore molto particolare…..ora mi piace!!!!

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Da wikipedia:

Il Gulasch (in ungherese Gulyás o, più precisamente, Gulyás-leves, che letteralmente significa "zuppa del mandriano") è un piatto tipico della cucina ungherese che si è poi diffuso in tutta l'Europa centro-orientale (da cui la grafia Gulasch usata nei paesi di lingua tedesca).

Il gulasch è una zuppa che i mandriani cucinavano dentro un grande paiolo messo sopra un fuoco alimentato dalla legna all'aperto quando, ad esempio, trasportavano i pregiati bovini grigi di razza podolica (razza bovina dalle lunga corna) dalla pianura della Puszta ai mercati di Moravia,Vienna, Norimberga e Venezia.

Questo piatto sostanzioso a base di carne, lardo, soffritto di cipolle e carote, patate e paprica era l'ideale per riscaldare i robusti bovari discendenti di una razza di cavalieri che era scesa in Europa verso il 950 dalla steppa asiatica.

Ma fu solamente verso la fine del XVIII secolo che il gulasch dalla prateria arrivò ad essere conosciuto dalle famiglie borghesi, per poi apparire sulla tavola del popolo insieme ad altri stufati di carne, come i paprikás aggiustati con la farina, la paprica e la tejföl (la panna acida), o ilpörkölt, chiamata anche la "rosolata della Puszta". A varcare però i confini nazionali per entrare nei menu di tante nazioni fu solamente il gulasch.

Mentre nella sua forma originale è essenzialmente una zuppa a base di carne, in alcune varianti, soprattutto fuori dall'Ungheria, viene cotto tanto finché, asciugandosi, diviene una specie di spezzatino. Il colore rosso è dato dalla paprica immessa in abbondanza, che, contrariamente a quanto si possa credere fuori dall'Ungheria, non è molto piccante (infatti la parola paprika in ungherese significa peperone).

Il Gulasch è un piatto tipico di molte zone del Triveneto, soprattutto nei territori di confine con Austria, Croazia e Slovenia.

 

Ingredienti:

1 kg di carne di manzo a piccoli pezzi

una cipolla

un gambo di sedano

tanta paprika piccante

un cucchiaio abbondante di cumino

un bicchiere di vino rosso

olio extravergine d’oliva

sale q.b.

400 g di pomodori pelati

patate ( quantità a piacere)

acqua calda q.b.

 

Iniziare con il mettere,in un tegame, a rosolare la cipolla finemente tritata in olio extravergine d’oliva.

Aggiungere i piccoli tocchi di carne leggermente salati e fare rosolare.

Unire il gambo di sedano tagliato a fettine,la paprika piccante ( che molto piccante non è !) ed il cumino.

Dopo alcuni minuti versare il vino rosso e fare cuocere a fiamma vivace senza coperchio.

Assorbito quasi tutto il vino rosso,unire il pomodoro pelato tagliuzzato anch’esso a piccoli pezzi e continuare la cottura con il coperchio.

Controllare la cottura ed unire,ogni tanto,un po’ di acqua calda cercando di non fare mai asciugare del tutto il gulasch.

Aggiustare di sale se necessario e,quando la carne è quasi cotta,finire la preparazione con pezzettini di patate lievemente salati.

Quando le patate sono cotte ed il gulasch appare una zuppetta nè troppo liquida nè troppo densa è ora di spegnere e di portare in tavola.

Servire con,a parte, cubetti di pane casereccio.

  

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