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Mi chiamo Maria e sono una gran mangiona. Mi piace tutto ad eccezione del cibo cucinato male. Mi piace cucinare sempre nuove pietanze e quando non ho piatti e padelle da lavare, mi sento triste. La mia cucina è ricchissima di caccavelle di tutti i tipi; il solo vederle in un negozio mi fa soffrire: le voglio a casa mia!!! Prediligo i dolci e tutti gli impasti lievitati ma non disdegno il resto. La mia vita ruota intorno a due pilastri: la culinaria e la scuola infatti, se mi cercate, mi trovate o in cucina o in un'aula scolastica. Ho aperto questo blog per conservare le ricette provate e poi perchè non voglio essere obsoleta e desidero dimenticare il buon vecchio quaderno di ricette scritte a mano.

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sabato 4 giugno 2011

Il dolce dei poveri ovvero il pane fritto con lo zucchero



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Un tempo,in Sicilia, quando si aveva voglia di un dolcino le mamme preparavano ai loro figli il pane fritto con lo zucchero.

Ciò avveniva ,soprattutto,quando era giornata di panificazione in quanto si metteva da parte una piccola quantità di pasta lievitata e,giunta l’ora della merenda,si friggeva per la gioia di grandi e piccini.

Questo pane fritto,caldo,caldo diventava una leccornìa coprendolo con una “pioggia” di zucchero semolato.

La ricetta mi è stata destata alla memoria da un post scritto,qualche tempo fa, dalla mia amica Giò 69 di cookaround.

Quanti ricordi!!! Mia madre non lo faceva perché non lavorava gli impasti lievitati ma io lo mangiavo lo stesso a casa di compagnette di scuola.

La tavola apparecchiata con una bella,classica,tovaglia a quadretti bianca e rossa (o bianca e blu),un grande piatto contenente abbondante zucchero semolato,qualche tovagliolo (pronto per essere acchiappato appena arrivava in tavola il pane caldo caldo)ed i nostri visetti in trepidante attesa del buonissimo dolcino…..

Appena il pane fritto era in tavola, gli occhi luccicavano di gioia,le mani si agitavano per prendere il pezzo più grosso e poi……..il momento più bello: l’impanatura!!!

Prendevamo il pane e lo passavamo (impanandolo come una cotoletta di carne)davanti e dietro nello zucchero semolato e…..auuuuuuu, addentavamo quel dolce pane caldo come se fosse la cosa più buona del mondo.

Le nostre piccole bocche si sporcavano di cristalli di zucchero e la gioia era incontenibile. Ne mangiavamo a sazietà per poi tornare a giocare con le nostre bambole e pentoline (ahimè,anche questo era un segnale di “piccole cuoche in erba” ).

Fare questo pane dolce è stato come fare un “tuffo “ nel passato,in un tempo che non ritornerà più…….

 

 

2

 

“ Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono

Di quei sospiri ond’io nudriva ‘l core

In sul mio primo giovenile errore,

quand’era in parte altr’uom da quel ch’i’ sono……………

……………………………………………………………………………………

…..e del mio vaneggiar vergogna è ‘l frutto,

e ‘l pentersi, e ‘l conoscer chiaramente

che quanto piace al mondo è breve sogno.

 

Da “ Il Canzoniere “ di Francesco Petrarca

 

 

Ingredienti:

300 g di farina tipo 0

300 g di semola rimacinata di grano duro

330 ml di acqua leggermente tiepida

20 ml di olio extravergine d’oliva

15 g di lievito di birra

10 g di zucchero semolato

10-15 g di sale ( a seconda dei gusti)

Inoltre:

olio per friggere

zucchero semolato

Procedere come un qualunque impasto lievitato, mettendo in una ciotola le due farine,facendo una conca ed introducendovi l’olio,lo zucchero e parte dell’acqua dove ,precedentemente,è stato sciolto il lievito di birra…..iniziare ad impastare aggiungendo,pian piano,altra acqua fino ad esaurimento.

Il sale,per mia abitudine,lo metto subito dopo aver amalgamato gli ingredienti (per non essere a diretto contatto con il lievito in quanto sappiamo bene che lo zucchero aiuta la lievitazione,il sale no.)

Impastare fino ad avere una pasta morbida e liscia.

Fare lievitare per circa due ore e poi prelevare piccoli pezzi di pasta,farne delle palline,schiacciarle un po’ e friggerle in olio caldo.

Impanare,da entrambe le parti,il pane con lo zucchero e mangiare subitamente.

NOTA: è un dolce che va tassativamente mangiato appena fatto .Si può fare con qualunque tipo di impasto di pane. Se la pasta di pane è abbondante si può “esagerare” facendo anche delle “pizzette fritte “ con il pomodoro cotto (metterò anche questa ricetta….)

 

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32 commenti:

  1. meno male che sono poveri figurati se erano ricchi .....dolci da re dico io !

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  2. ma che buone!sembrano le mie ciambelline!

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  3. Io le faccio spesso ... dalle mie parti le chiamiamo sfinci , minrealtà tutto ciò che è fritto si chiama sfince ... che sono buoneeeee io le adoro ed anche i miei figli ..
    poi mi hai ricordato il pane fritto quello che , quando rimane un filone di pane ,si fa a fette si passa nel latte e nell'uovo battuto ,si frigge e poi si passa nello zucchero .. che cose genuine che purtroppo oggi molti bambini non conoscono :-(

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  4. buonissime, dalle mie parti nel viterbese (non a trieste) si fa un qualcosa di simili, ma si fa a forma di pizeeta e sopra ci si mette o il sale o lo zucchero; in quelle salate se si era golosi ci si metteva cneh qualche fetta di prosciutto sopra, quello del nonno che per me era il più buono del mondo. Il bello di quelle con lo zucchero invece era la quantità di zucchero che ti rimaneva appiccicata sulla bocca e mi ricordo che da piccole si faceva finta di avere il rossetto con i brillantini...che bei ricordi!
    Grazie per la ricetta e per le righe di Petrarca; un abbraccio

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  5. @ MARY Ciao Mary,è un dolce definito dei poveri proprio perchè fatto con acqua,farina,lievito e zucchero (ingredienti,per fortuna,ancor oggi poco costosi)
    @ Angelica Grazie...mi fai sapere come si chiama il tuo blog?
    @ Housewives Le sfince sono per noi le frittelle di farina e patate oppure quelle che si fanno per San Giuseppe,farcite di ricotta.
    Il pane fritto,altra versione,del quale parli lo faceva mia suocera ed era buonissimo.
    Baci e buona giornata.

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  6. @ STEFANIA grazie anche a te. Sarebbe bello se ci mettessimo a fare le vecchie e semplici ricette di una volta (magari intervallate da qualche ricettina moderna).

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  7. @ ANGELICA come non detto,conosco bene il tuo blog...oggi sono un pò "svampita".

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  8. e' vero concordo con te era il dolci dei poveri...da piccola ne ho mangiate tante e ancora oggi li preparo ai miei bimbi ma non ho mai pensato di postarli...grazie e buona fine settimana

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  9. Mariabianca sembra la pasta dei bomboloni o bombe, come si chiamano a Roma, si vede che sono buone, le farò io amo la pasta fritta...baci

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  10. @ SCARLETT mi fa piacere che anche tu conosci questo pane dolce.
    @TAMTAM buongiorno carissima,che piacere sentirti!
    Voglio dirti che non devi pensare ad una pasta briosciata,morbida perchè,con questa ricetta,mangi proprio del pane,con la sola differenza che è zuccherato.

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  11. wowwwww che spettacolo! brava!baci!

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  12. che bel ricordo e che ricetta semplice ma golosissima!!!!! ancora non riesco a segnarmi con fans ma ti ho messo nei preferiti così rimango aggiornata :-) un bacione!

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  13. Io non faccio questo pane dolce ma invece faccio con l'impasto del pane delle pizzette sottili, fritte e poi passate nello zucchero o nel sale un avera golosita', forse migliore di tutti i dolci che abbiamo ora nelle nostre case!!!Bravissima buona domenica!!!

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  14. Che peccato che si vanno perdendo queste tradizioni!nei miei ricordi,invece,ci sono delle pizzette fatte dalla nonna di una mia amichetta di origine umbra,fritte al momento,erano salate e un profumo che è rimasto impresso nelle mia memoria...sai quante volte ho provato a farle cercando di indovinare quel profumo,ma non ci sono mai riuscita!!Fa' in modo che i tuoi alunni ne vengano a conoscenza,dai la ricetta alle loro mamme...non lasciare che questa bonta' venga sostituita dai fast-food!!Un abbraccio cara e buona domenica!!

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  15. Che bello, non lo conoscevo affatto.
    Ottima merenda per i bambini...lo proporrò a mia figlia :-) Grazie.

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  16. @ FEDERICA E DEBORAH grazie ad entrambe
    @ ELY grazie per avermi inserita tra i tuoi preferiti,un abbraccio.
    @ MAKENIA Hai ragione,è difficile riprodurre certi sapori rimasti nel nostro ricordo. Mia madre,ad esempio,faceva delle semplici palline di castagne al cacao ma quando le ho fatte non avevano lo stesso sapore, eppure ho usato gli stessi ingredienti...
    Per quanto riguarda i miei alunni,in verità dovrei dare a loro le ricette e non alle loro mamme (insegnando in un corso serale statale per studenti lavoratori ho perfino alunni miei coetanei ed altri giovani dai venti anni a salire ).Ma ho anche,da quest'anno una classe prima in un liceo artistico e lì altro che ricette o discussioni culinarie....quelli sono dei diavoli scatenati (di una vivacità spropositata!!!)ma,anche se esco dalla classe con i capelli "tesi", li adoro.

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  17. ciao Mariabianca ! Sì è capitato anche a me di rassaggaire dolci della tradizione e non ritrovare i sapori...! Interessante questo pane dolce fritto !un abbraccio !

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  18. Mamma mia che buoni!! Da noi si chiamano i bomboloni!!! Li adoro!! Bravissima!!!
    Un abbraccio!!! M.Luisa.

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  19. mi hai dato una bellissima idea....uno di questi pomeriggi preparo la merenda ai miei figli...grazie mille..e buona domenica

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  20. Che ricette che posti!!una più meravigliosa dell'altra!!!semplici ma molto gustose!!tanti complimenti anche per le foto..bellissime!!!buon w.e.

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  21. che buone,da noi li riempono di crema pasticcera o al cioccolato sono una vera bontà

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  22. Sapori di un tempo che fu ma che tu fai ritornare alla grande...proprio buono questo pane fritto. e troppo forte il dialogo immaginario all'inizio del blog, piacere di fare la tua conoscenza...

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  23. E' vero, questi sono i dolci dell'infanzia, anche mia mamma li preparava ed era sempre una festa...proverò con la tua ricetta, chissà se i miei ragazzi apprezzeranno!!!!
    Buona serata

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  24. @ TINA GGGRAZZZZIIIIIEEEE
    @ ELENA il piacere è anche mio,un abbraccio.
    @ ROSARIA E LETIZIA credo proprio che i vostri ragazzi apprezzeranno.
    @ grazie a tutte le altre.

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  25. ciao mariabianca...li ho fatti se vuoi puoi venire a vedere...
    http://sosidolcesalato.blogspot.com/2011/06/ciambelline-di-pane-frittogiuro-non.html

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  26. @ ROSARIA Ho appena visto.....sono sbalordita!!!!!
    Grazie per la fiducia.

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  27. praticamente dei panzerotti dolci? mai assaggiati, proverò alla prima occasione :)

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  28. Bellissimi versi.. mi hanno commosso. Quando si è passato il 'mezzo del cammin di nostra vita' ci si commuove anche per piccole cose, ricordi che possiamo riprendere e rivivere anche col cibo, i profumi e i sapori della nostra infanzia non si dimenticano.
    E' anche bello far assaporare ai nostri figli o nipoti la felicità nelle cose semplici e genuine.
    Emma

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  29. Mariabianca mi ricorda la mia nonna. Credo le chiamasse sfinci o vastedda... ogni volta che faceva il pane (adesso non ce la fa più, troppo faticoso per lei) alla fine ce le preparava per noi nipoti! Era un momento di festa. Hai ragione "i cristalli" di zucchero sulle labbra sono qualcosa di indescrivibile... buona domenica

    Ps. io ho provato a farne una versione salata!

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  30. Mia mamma ogni tanto me li fa ancora...quando d'estate sono da lei le chiedi di prepararmeli e i miei figli ne vanno matti!

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  31. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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